Tipi psicologici

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Tipi psicologici

Le tendenze e le funzioni della personalità.

Nel codice genetico sono presenti in forma innata tendenze e capacità che sono proprie della caratteristica umana; tutti quindi le possediamo in potenza e si attivano con l’esperienza. In ognuno di noi alcune tendenze e funzioni sono più accentuate rispetto ad altre e questo ci differenzia e determina una diversa tipologia.

 

Il tipo estroverso e  introverso.

 Le tendenze della personalità nell’adattarsi alla realtà sono due: estroversione e introversione. In ognuno di noi c’è una predisposizione originaria di base, un modo di porsi abituale di fronte alla realtà in un modo o nell’altro.

L’estroverso viene dal latino extra = fuori- versus = rivolto e significa orientato verso l’esterno. È una persona che ha una libido e un’energia vitale che fluisce verso gli oggetti esterni da sé e anche la sua coscienza è particolarmente concentrata su questi. E’ solita  immergersi nella realtà a capofitto per dominarla e conquistarla.

 L’introverso viene dal latino: intro = dentro e versus =rivolto e significa orientato dentro di sé. È una persona che è sopraffatta dalle impressioni dell’esterno, per cui tende a difendersi da esse, tenendole a distanza e puntando la sua attenzione sulla propria vita personale. La libido e la sua energia vitale  fluisce maggiormente verso il proprio interno e dentro di sé è situato anche l’accento  della sua coscienza. 

 Questa disposizione originaria sembra avere un riscontro biologico. Anche tra gli animali ci sono due modi in cui le specie si adattano alla realtà: Alcune si propagano enormemente e sviluppano poche difese verso l’esterno (come i conigli, le pulci e pidocchi). Altre specie generano pochi discendenti e costruiscono meccanismi difensivi efficientissimi, come fanno gli elefanti e i porcospini. Da altri studi si è scoperto che alcuni animali hanno bisogno di vedere un comportamento per acquisirlo e dipendono quindi totalmente dai fattori esterni;   altri invece  lo possiedono in forma innata e sono capaci di esprimerlo senza averlo mai visto. 

 Il comportamento abituale di questi due modi di essere  caratterizza una persona come tipo estroverso o tipo introverso.

 

Le quattro funzioni della coscienza.

 Ci sono poi le funzioni della coscienza che, secondo la psicologia analitica,  sono le modalità con cui la persona percepisce la realtà e si mette in contatto con essa: il pensiero, il sentimento, la sensazione e l’intuizione.

 Due sono funzioni razionali: il pensiero e il sentimento e sono contrapposte tra di loro . Le altre due : la sensazione e l’intuizione sono irrazionali e sono opposte. Le funzioni razionali sono tali perché hanno a che fare con la riflessione e quelle irrazionali sono tali per che hanno a che fare con  elementi istintivi, irrazionali e inconsci.

La funzione del pensiero permette di conoscere che cosa è un’oggetto della realtà. La sensazione permette di percepirlo con i sensi. Il sentimento è la capacità di valutare l’emozione soggettiva che provoca quell’oggetto e di coglierne il valore: se è bello brutto , se piace o non, se è gradito. L’intuizione permette di cogliere e quindi di prevenire aspetti che non sono ancora evidenti relativi a quello oggetto.

 Tutte quattro le funzioni sono presenti in forma potenziale in ognuno di noi, ma ognuno nel suo codice genetico, ha una predisposizione maggiore per una di queste, che diventa così la funzione principale o superiore.

Alla funzione superiore corrisponde l’opposta che viene così chiamata  inferiore, non perché conta di meno, ma perché è immersa nell’inconscio, nella parte più lontana dalla coscienza e viene vissuta in modo irrazionale e istintivo. Ci sono poi le intermedie che sono le due rimanenti.                            

 Vedi Tabella. Clicca sopra a:  Tabella Funzioni . Se per esempio la funzione superiore è il pensiero, quella inferiore  sarà il sentimento; se la superiore è l’intuizione, l’inferiore sarà la sensazione.

La funzione superiore innata in ognuno di noi ci caratterizza come “tipo”.

Per capire quale è la nostra funzione superiore e quindi che tipo siamo, possiamo  ricavarlo da quello che facciamo abitualmente; da cosa facciamo con più sicurezza e con più velocità, dove ci sentiamo più ferrati e più portarti e dove soffriamo di meno; se con il pensiero, con il sentimento, con la sensazione con l’intuizione.

Per avere una verifica possiamo cercare di individuare la funzione inferiore che è l’opposta alla superiore e cioè: in che cosa soffriamo di più, dove si trova la croce più pesante, qual è la cosa che ci costa più fatica fare e che facciamo molto lentamente, provando insicurezza e inadeguatezza. (4)

 

I tipi psicologici.

Il tipo pensiero  è colui che tende a mettere ordine e chiarezza nelle cose esterne basandosi sulla razionalità; si basa essenzialmente sui fatti e la sua mente è assorbita dalla situazione oggettiva. E anche colui che si interessa delle idee, di capire quali seguire,  da dove esse provengono e come si formano.  La sua  funzione inferiore è il sentimento che rimane sullo sfondo della sua personalità; non riesce a valutarlo e a gestirlo e lo vive in modo irrazionale.

 

Il tipo sentimento  è capace di valutare la realtà e sa avere una relazione adeguata con essa. E’ socievole, sa fare amicizia; è capace di giudicare gli aspetti negativi e positivi della realtà in modo equilibrato. È ragionevole, ha buoni rapporti e sa ottenere quello che vuole riuscendo ad assicurarsi anche  l’approvazione degli altri. Il tipo sentimento è anche colui che si comporta in prima persona secondo schemi di valore talmente corretti da emanare segretamente una influenza positiva e penetrante sulle persone intorno a lui. la sua capacità di sentimento sa riconoscere i valori veramente importanti.  La sua funzione inferiore  è il pensiero, e infatti ha difficoltà ad ordinare le idee che arrivano tutte insieme e in modo confuso, oppure ne è sovrastato o dominato.

 

Il tipo sensazione  è colui che ha la capacità di ricevere sensazioni dagli oggetti esterni e sa mettersi in  rapporto con essi in modo pratico e concreto. È una persona che osserva tutti gli oggetti che incontra e  ne coglie tutti minimi particolari e ha la sensibilità di assimilare ogni sfumatura e ogni dettaglio della realtà. È come se avesse la capacità di una macchina fotografica, di mettersi cioè in rapporto con i fatti esterni in modo rapido e oggettivo. E’ lo scienziato che si attiene ai fatti in quanto rilevabili con l’esperienza e relega tutto il resto a pura fantasia. La funzione della sensazione  è quella che coglie il qui ed ora. I tipi sensazione  spesso rimangono bloccati nell’aspetto concreto e nel presente e sono incapaci di pensare  che le cose possono cambiare.  La sua funzione inferiore è l’intuizione, perché appunto ha difficoltà a lasciarsi andare all’immaginazione, ad aprirsi al futuro e a tutto ciò che esula dal qui e ora; hanno il timore di essere confusi e dominati dall’aspetto irrazionale.

 

Il tipo intuizione  è capace di immaginare di una cosa, tutte le cose che con essa si possono fare. L’intuizione è la funzione attraverso la quale percepiamo le possibilità. Nella mitologia veniva rappresentata dal “fiuto”. E’ l’intuizione che segnala che qualcosa non va, la coscienza ancora non lo sa, ma c’è un presentimento= sentire prima. L’intuizione e quindi la capacità di intuire anticipatamente ciò che al momento non è ancora visibile, le possibilità e le potenzialità future esistenti sullo sfondo di una sua situazione. Il tipo intuizione quindi è abile  nel prevedere gli sviluppi futuri dell’ambiente che lo circonda. È l’artista creativo, è in contatto con i germi del futuro. E’ anche colui che fiuta e presagisce i lenti processi che avvengono nell’inconscio collettivo e i cambiamenti profondi dell’umanità e li comunica alla società. È il tipo del profeta religioso, del veggente o dell’artista e del poeta. La sua funzione inferiore è la sensazione, infatti l’artista è sempre distratto nelle cose pratiche e non ha destrezza con i particolari della realtà concreta.

 

Tutto questo discorso sulla tipologia è molto importante perché, per capire un bambino, è necessario anche sapere qual è la sua funzione principale e a quale tipo corrisponde. Se un bambino sarà assorbito dai libri, dalle idee, vorrà dire che ha la funzione principale di pensiero e sarà deleterio per lui sentirsi rimproverare di non avere tanti amici, come farebbe il bambino sentimento,  di non  giocare sempre a pallone come farebbe il bambino sensazione.

Il bambino introverso, che è proiettato verso il mondo interno, non deve essere vissuto come anormale o patologico perché non si interessa delle competizioni sportive o dei viaggi.

 È importante anche capire la sua difficoltà nella funzione inferiore. È importante sapere che la funzione inferiore rappresenta la parte disprezzata della personalità, la parte ridicola e non adattata; ma è anche quella parte che  costituisce il legame con l’inconscio e ha la chiave segreta per raggiungere il Sé, la totalità inconscia dell’individuo. La funzione inferiore è  il ponte con l’inconscio  ed è portatrice di esperienze simboliche. E’ anche molto lenta e suscettibile e non sopporta la minima critica, perciò va trattata con rispetto e molta delicatezza.

La differenziazione dei tipi ha già inizio nella primissima infanzia. In un bambino di un anno e mezzo si può già scoprire  l’atteggiamento di estroversione o introversione.

Le funzioni invece compaiono più tardi; verso i 4 -5 anni si può rilevare la funzione principale attraverso la preferenza del bambino per una data occupazione o attraverso il suo comportamento nei confronti di un altro bambino. I bambini tendono infatti a fare spontaneamente  quello in cui riescono bene e ad evitare ciò in cui non riescono.

 

 

 

 

 

Dr.ssa  Maria Grazia Vallorani 

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