Il Metodo del giardiniere.

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Il  Metodo del giardiniere

Come il giardiniere,    il metodo forma la personalità.

 

Nutrire.  Forma  l’inconscio. la parte delle emozioni.  Come attivare le emozioni e come dargli valore, significato, funzione.

Potare.    Forma  il Super-Io,  la parte etica,  quella che  da le direttive morali, quello che si può e si deve fare. O non si può e non si deve fare.

Coltivare.  Forma  l’ Io, la coscienza.  La capacità di rendersi conto.  La capacità di pensare. Di ragionare.  Di gestire le emozioni.

 

Clicca sulla riga,   e si apre il video, che spiega l’argomento.  Tutto gratuito.

  1. La personalità. Struttura e dinamiche.
  2. Il metodo autoritario, iperprotettivo e misto.
  3. Conseguenze sulla personalità del metodo autoritario.
  4. Conseguenze sulla personalità del metodo iperprotettivo.
  5. Quale metodo scegliere?
  6. Il metodo del giardiniere.
  7. Nutrire le emozioni per attivare l’inconscio.
  8. Potare per formare il Super-Io.
  9. Potare (seconda parte). Regole e conseguenze.
  10. Coltivare per formare l’ Io.
  11. Educare ai valori.

 

3-Parte-Il-metodo-del-giardiniere 

Clicca sulla riga e si apre il pdf con il testo scritto dei video.

 


Attività per anziani

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              Anziano protagonista.

Bisogna trovare attività specifiche,  che sono in sintonia con i bisogni  dell’anziano. Non solo  adatte al corpo e al fisico, ma  in sintonia anche con il suo cuore e la sua anima.   Per questo bisogna avere l’umiltà di trovarli insieme a loro.  Bisogna chiedere a  loro.

Non usare  progetti già impostati, prefabbricati, organizzati da altri. Non progetti  calati dall’alto, pensati da altri.  Non imporli.  Quello che funziona veramente, quello che conta , è quello che si adatta al  ‘io, qui, ora’,  ‘a chi, al dove, al quando’. Ogni cosa deve essere studiata, elaborata in base a quella persona specifica, a quel posto specifico, in quel momento. Può andare bene per uno e non per un altro, per un posto e non per un altro, per un momento della vita e non per un altro. Per questo bisogna far diventare l’anziano il protagonista del progetto.  Mettere lui al centro, far diventare lui il regista, il direttore, l’attore principale di quel progetto. Farlo scegliere, farlo decidere, farlo dirigere. Farlo vivere.

Mettere al centro gli anziani  significa quindi chiedere a loro.  Fare una indagine conoscitiva, un questionario, una discussione, una ricerca. Cosa serve? Quali bisogni? Come vorrebbero impostare gli spazi? Come vorrebbero impostare le attività? Quali attività più gradite? Come attivarle? Quando attivarle? Perché attivarle? Poi si decide a maggioranza.  Tutto  passa attraverso il dialogo, il confronto, la condivisione e l’unità. Senza di questo non si è protagonisti. Senza di questo non si è responsabili.

Le attività sono scelte dal collettivo per gli spazi comuni. Invece  per gli spazi personali sono scelte da singolo, e adeguate  alle esigenze personali. Personal per gli aspetti specifici di tipo fisico, neurologico, ma in particolare anche affettivo e spirituale. Quando si fanno dei progetti si dimenticano sempre questi due aspetti: il cuore e l’anima. Ma senza di questi due, nessun progetto funziona veramente, non arriva in profondità e quindi non riesce, non produce, non rigenera più di tanto. Il cuore e lo spirito sono il collante, la molla, il trampolino, il motore di tutto il progetto. Un cuore, uno spirito non pensato da un tecnico. Un cuore, uno spirito vero, autentico, reale, il cuore lo spirito dell’anziano che solo l’anziano conosce.

L’umiltà deve caratterizzare il progetto. Mai mettersi al di sopra dell’anziano. Mai dominare l’anziano. Mai diventare il padrone, il  dominatore dell’anziano, perché lo si umilia, lo si schiaccia, lo si svaluta, lo si denigra. Mettere lui e la sua sofferenza al centro, metterla al primo posto, metterla al di sopra di tutto. Questo l’anziano lo sente subito, lo sente forte, lo sente sempre. Se si sente rispettato, rispetta; se si sente amato, ama.

Propongo  delle attività per la mente, per il cuore e per lo spirito. Sono solo idee, spunti, iniziative, che possono essere mostrate, scelte, adattate, verificate.

 

 

 

 

 

Dr.ssa Maria Grazia Vallorani

© 2011 - Tutti i diritti riservati. Il presente testo è liberamente riproducibile per uso personale con l’obbligo di citarne la fonte ed il divieto di modificarlo, anche parzialmente, per qualsiasi motivo. E’ vietato utilizzare il testo per fini lucrativi. Per qualsiasi altro uso è necessaria l’espressa autorizzazione dell’autore. Pubblicato nel 20011, online da Gennaio 2013. Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.


Servizi per gli anziani

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Servizi di Assistenza degli anziani.

Sono  servizi molto delicati, perché i soggetti sono deboli e fragili. Le persone che fanno questo lavoro devono essere assolutamente sicure. Meglio giovani del posto. Parenti, conoscenti, ragazzi scelti, affidabili, disponibili, maturi.  Possono  costituire una Assistenza privata, una  Associazione  no-profit.  Meglio se gestita o coordinata  dalla Caritas o da Associazioni di volontariato o dal Centro Anziani.    

La delicatezza delle persone da assistere richiede   persone che fanno scelte di vita  di  solidarietà e di  donazione. Questi lavori funzionano bene se le persone sono giuste, adatte e in particolare se usano il cuore e l’anima. L’altro lo sente subito  se  è  sente veramente accolto e se è veramente aiutato.

 

  • Nonno taxi.

Si chiama il Nonno taxi e per pochissimi euro fissi, convenzionati,  porta l’anziano  dove vuole. Nella casa dei nonni, a trovare il suo amico, ad aiutare un altro anziano solo, in Chiesa, dal dottore, a fare la spesa. La convenzione può essere fatta con il Comune  o con la Asl, in considerazione del risparmio  che deriva da questa attività che è  una vera ed efficace  prevenzione delle patologie fisiche e psichiche dell’anziano  e dal risparmio per i  minori ricoveri, sia negli ospedali, che nelle case di riposo. 

 

  • Corriere nonno.

Questo è  un servizio dove non si muove il nonno, ma è l’altro che va nei posti, come il corriere espresso. Porta un pacco, va a fare la spesa, va in farmacia, va dal medico, e la porta a domicilio dell’anziano. Questo servizio deve essere lo stesso convenzionato o fatto come volontariato per un prezzo minimo. Mai fidarsi di estranei che possono approfittare dei bisogni. Se non è conosciuto è meglio non fidarsi.

 

  • Scuola badanti.  

Scuola privata.  Meglio se convenzionata con la Regione, o riconosciuta a livello regionale o comunale.  Coordinata con  altre associazioni   o  con il Comune. Promossa da giovani laureati, che si avvalgono di prestazioni di giovani laureati.

  • Formazione delle badanti  italiane e straniere.  Con formazione  in:  Lingua italiana-  psicologia dell’anziano-  comportamenti relazionali ed educativi corretti-  materia sanitaria – cucina italiana e adatta per l’anziano –  pulizia della casa –  cura della casa –  organizzazione della casa –  lavare –  stirare – uso degli elettrodomestici –   gestione delle utenze – conoscenza del territorio.  

 

  • Badante sicura.  

Non si sa dove cercare  una badante, particolarmente nell’urgenza. Poi quando si trova, non si sa chi è la persona e ancor più non si sa che cosa sa fare. Oggi la società tutela la badante come lavoratrice, ma non si pensa tutelare gli anziani e malati, che sono le persone più deboli e più delicate. È fondamentale aiutare l’anziano e i loro familiari a trovare e a scegliere la persona giusta e particolarmente la persona sicura. Le associazioni che hanno gli elenchi delle badanti, raggruppano solo le richieste, ma nessuno garantisce quello che viene dato. Serve quindi un filtro.

 

  • Un’associazione no profit con giovani laureati in psicologia e in pedagogia  che scelgono le persone giuste.

Che facciano da filtro. Che diventino una garanzia. Che facciano da genitore, familiare, parente di un anziano fragile, malato. Un servizio che propone badanti formate. Che prendono informazioni. Che le controllano anche dopo. Che le seguono, che valutano i risultati e in particolare le verificano di persona, e a domicilio attraverso l’anziano assistito. Che tutelano anche l’anziano da esperienze negative. Che intervengono nelle emergenze, le necessità, con prestazioni ad ore, per periodi brevi, che compensano i permessi le giornate di libertà. Ci aiutano nel momento tragico. Che tutelano anche da aggressioni fisiche, psichiche, economiche, legali.

 

  • Assistenza medica privata.

Lavoro per giovani medici  e infermieri, psicologi, e personale parasanitario: fisioterapisti, logopedisti, podologi. Per un’assistenza sanitaria domiciliare privata. Nei paesi dove non c’è l’ADI, nei paesi dove l’assistenza domiciliare pubblica non funziona bene o non è sufficiente.     Per prestazioni a domicilio di qualità, affidabili, sicure.

Anche per questo servizio raccomando giovani laureati del posto. Giovani conosciuti, giovani che possono essere riconosciuti dagli anziani. Perché così si sentono più a casa. Per tutelarli anche dalla persona sbagliata, dalle truffe, dai raggiri. L’ideale sarebbe che tutti i servizi proposti vengano gestiti e coordinati dalla stessa associazione no profit. Un’associazione privata che sostituisce o  si integra con il pubblico. Che non specula, non usa, non abusa. Ma rispetta, sostiene, tutela e cura.

Gli anziani sono poveri, deboli, bisognosi e per questo sono la presenza di Dio sulla terra.

 

 

 

 

 Dr.ssa Maria Grazia Vallorani

 

© 2011 - Tutti i diritti riservati. Il presente testo è liberamente riproducibile per uso personale con l’obbligo di citarne la fonte ed il divieto di modificarlo, anche parzialmente, per qualsiasi motivo. E’ vietato utilizzare il testo per fini lucrativi. Per qualsiasi altro uso è necessaria l’espressa autorizzazione dell’autore. Pubblicato nel 20011, online da Gennaio 2013. Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.