La Scuola dei genitori

Postato il

La Scuola dei genitori.

Completa.  In video.  Facile, semplice e chiara.  

Piena di immagini, disegni ed esempi concreti e valida,   basata sulla psicologia clinica e sulla psicologia analitica.

Comprende “il metodo del giardiniere” un metodo nuovo, efficace, pratico,   ideato dalla  dott.ssa Vallorani Maria Grazia  psicologo-psicoterapeuta , scaturito dall’esperienza professionale di diagnosi e cura dei bambini e adolescenti in 35 anni di lavoro e dalla formazione in psicologia analitica. E’ indicata anche per gli insegnanti e gli educatori.  

Si trova  sul sito: www.lascuoladeigenitori.it   .  E’ tutta in video. Per vedere i video,  basta cliccare con la freccia del mouse sulla riga dell’argomento che  interessa,   e si apre il  video che  spiega l’argomento.  Si può vedere  quando  si vuole, come  si vuole, e quanto si vuole.  Senza nessun costo di nessun tipo, senza  condizionamenti di orario o di frequenza.     E’  totalmente gratuita.   

 

 

 


L’età evolutiva

Postato il

04

 

 L’età evolutiva

 

La parola educare è composta di due parti: “e” che viene dal latino ex e significa: “fuori da”, e “ducare” che  viene dal latino “ ducere” e significa “trarre”.  Educare quindi significa trarre da dentro verso fuori, significa portare fuori qualcosa che è già contenuto nella persona.  Come il corpo è la manifestazione, l’evoluzione di un DNA iniziale già organizzato, che aspetta  di essere nutrito per espandersi poco a poco ed attivarsi secondo un codice ordinato con una finalità biologica, così anche  la personalità è già iscritta dentro un DNA psichico  (Hillman)  che aspetta di essere nutrito per attivarsi ed espandersi  secondo le proprie caratteristiche e le proprie modalità.

È già tutto contenuto in potenza, come dentro un piccolo seme, nel Sé. Come il seme  contiene in sé la totalità del futuro albero in forma latente, così il Sè contiene la totalità del futuro individuo e l’energia che lo spinge verso la sua realizzazione. (Jung) Il seme cade in uno specifico luogo particolare che ha diverse variabili: il tipo di suolo e la qualità del terreno, la pendenza, la sua esposizione al sole e al vento e le pietre. Nel seme la totalità latente della pianta reagisce a questi fattori diversi che incontra, evita le pietre, si inclina verso il sole e così modella l’albero che diventerà unico e irripetibile e si realizzerà nella sua totalità.  Così il Sé di un individuo, reagendo alle variabili della particolare realtà fisica, storica e familiare in cui è immerso, e reagendo agli ostacoli che incontra, tende a realizzare l’unicità di quell’individuo. (Jung)  L’evoluzione non dipende solo dalle variabili esterne, ma anche dalle variabili interne. Dalla libertà dell’uomo, dalla comprensione, dalla volontà ma, dalle scelte libere, autonomi e responsabili, dal fine, dal senso, dalla meta. E dalle variabili spirituali, nel rapporto con Dio.

 Educare significa fare in modo che questo seme, questo DNA psichico, questo sè, che ci ha donato Dio, si esprima, venga fuori, si sviluppi, si evolva. Per questo l’età evolutiva si chiama così: perché deve evolversi.  Venir fuori. Questo è l’educare.

 

 

Gli stadi dello sviluppo

Ora vediamo gli stadi dello sviluppo secondo la psicologia clinica. Gli stadi dello sviluppo che cosa sono? Sono i tratti del percorso. L’età evolutiva è un evolversi di qualcosa che nasce da dentro e che viene fuori, quindi c’è un cammino, un percorso che si deve fare per arrivare al raggiungimento della personalità unica  e irripetibile che è l’obiettivo finale. In questo percorso, in questo cammino, ci sono dei tratti di strada che noi facciamo. Questo tratto di strada è lo stadio. C’è una tappa e poi si riparte e c’è il prossimo pezzo di cammino. Sono dei pezzi di cammino che ci dicono a che punto stiamo. In ogni stadio c’è una crisi che viene dal latino “crino” che significa rompere. Perché senza una rottura del modo di pensare precedente, non c’è lo spazio per il nuovo modo di pensare, quindi non c’è una vera trasformazione e la persona non cambia veramente. 

 

 

 

 

 

Dr.ssa Maria Grazia Vallorani

© 2009 - Tutti i diritti riservati. Il presente testo è liberamente riproducibile per uso personale con l’obbligo di citarne la fonte ed il divieto di modificarlo, anche parzialmente, per qualsiasi motivo. E’ vietato utilizzare il testo per fini lucrativi. Per qualsiasi altro uso è necessaria l’espressa autorizzazione dell’autore. Pubblicato nel 2009, online da Gennaio 2013. Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.


La formazione di base

Postato il

La formazione di base

 

La formazione di base cosa è?

La formazione di base è  il costruire le fondamenta  di un edificio, la  base su cui poggia, la struttura portante che lo mantiene stabile e sicuro.   E’ la formazione  che fanno i genitori. Quella che possono fare solo loro. 

E’ il seminare il seme. E’ metterlo nella buona terra. E’ proteggerlo, riscaldarlo, nutrirlo, innaffiarlo, proteggerlo perché non venga mangiato dagli uccelli E’ essenziale.  E’ indispensabile. E’ fondamentale per attivare la crescita, per attivare il seme della futura pianta.  Molto dipende da come è stato seminato il seme,  come è stato nutrito e in quale terra è spuntato. 

La formazione di base  è indispensabile quindi per la crescita futura della personalità, ma è  la base e anche per  l’apprendimento, l’inserimento, l’adattamento del bambino nel mondo sociale e scolastico. Sono le fondamenta su cui la scuola può continuare a costruire il primo piano e poi il secondo e tutto l’edificio. Se mancano le fondamenta la scuola si trova come un’impresa edile, a  costruire su qualcosa che frana, che non regge, che non funziona. Si trova quindi a dover  sopperire a una parte che non le compete e che il bambino stesso non le riconosce.  Con le basi poco stabili, è molto più difficile costruire bene e in modo sicuro e funzionale.

 

Come si fa, la formazione di base?

Il rapporto con la madre e il padre attivano nel bambino gli archetipi che sono le tendenze innate e congenite  proprie della sua natura umana, collettive e individuali. I genitori sono quindi quelli che accendono i motori e fanno partire le potenzialità Sé del bambino, del seme.   Ma devono anche coltivarlo perché le funzioni e le capacità si esprimano. Come ogni buon contadino, devono  prendersi cura della terra dove il seme è piantato. La terra sono loro stessi, il contesto familiare, l’ambiente esterno e  il contesto sociale in cui vivono.

Oltre a prendersi cura della terra il buon contadino deve conoscere le fasi della crescita  del seme per intervenire nel tempo giusto. I genitori devono quindi essere presenti e conoscere  le modalità e le fasi della crescita  del figlio.  I genitori quindi dovrebbero educare, coltivare, tutte le parti della personalità, come fa il contadino che dà l’acqua e il concime a tutte le piante del suo campo.   Devono  nutrire, coltivare e potare, come fa il giardiniere.   Nutrire per attivare l’inconscio e le emozioni. Potare per attivare il Super-Io e coltivare  per attivare l’Io.  (Vedi nel sito:  www.lascuoladeigenitori.it ).  

Devono  attivare e coltivare  le funzioni della coscienza che, secondo la psicologia analitica,  sono le modalità con cui la persona percepisce la realtà e si mette in contatto con essa: il pensiero, il sentimento, la sensazione e l’intuizione.

Due sono funzioni razionali: il pensiero e il sentimento e sono contrapposte tra di loro . Le altre due : la sensazione e l’intuizione sono irrazionali e sono opposte. Le funzioni razionali sono tali perché hanno a che fare con la riflessione e quelle irrazionali sono tali per che hanno a che fare con  elementi istintivi, irrazionali e inconsci.

La funzione del pensiero permette di conoscere che cosa è un’oggetto della realtà. La sensazione permette di percepirlo con i sensi. Il sentimento è la capacità di valutare l’emozione soggettiva che provoca quell’oggetto e di coglierne il valore: se è bello brutto , se piace o non, se è gradito. Lintuizione permette di cogliere e quindi di prevenire aspetti che non sono ancora evidenti relativi a quello oggetto.

 

 

 

 

 

Dr.ssa Maria Grazia Vallorani 

© 2011 - Tutti i diritti riservati. Il presente testo è liberamente riproducibile per uso personale con l’obbligo di citarne la fonte ed il divieto di modificarlo, anche parzialmente, per qualsiasi motivo. E’ vietato utilizzare il testo per fini lucrativi. Per qualsiasi altro uso è necessaria l’espressa autorizzazione dell’autore. Pubblicato nel Marzo 2011, online da Gennaio 2013. Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge