La Dislessia. Sintomi e causa.

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La  Dislessia

 

Dislessia.  I sintomi.

  • Dislessia di grado lieve.    Se scrivi numeri dal basso verso l’alto,   e da destra verso sinistra, se tieni la penna con il pollice in fuori e l’indice in alto e il medio in basso,  se stacchi le lettere mentre scrivi,    sono i sintomi di una dislessia di grado lieve.
  • Dislessia di grado medio.    Se la lettera “o” è al posto della lettera “a”,  se ci metti una lettera in più,   se ci metti una lettera in meno,   se inverti le lettere,   se le sillabe sono stravolte,  se non riesci a scrivere in corsivo le lettere maiuscole,   se non riesci a collegare i fonemi nella lettura,   sono i sintomi di una dislessia di grado medio.
  • Dislessia di grado severo.    Se non ce la fai a scrivere in corsivo,  ma riesci meglio a scrivere in stampato maiuscolo.   Se le righe ti sembra che si spostano e si muovono e si intrecciano.  Se non ce la fai a leggere i fonemi,  se non riconosci le lettere da sole,   sono i sintomi di una dislessia di grado severo.

Ma non ti preoccupare.    È il verso dello spazio che si intreccia.    Non è una malattia neurologica. Non sei malato.    La causa è una buona notizia.    È perché  sei predisposto all’arte, alla musica, pittura, alla scienza, alla chimica, alla fisica, alla matematica, alla meccanica.     Sei nato,   pittore, scultore, musicista, scienziato, medico, fisico, chimico, matematico, meccanico.

 

 Dislessia.  La causa.

I due emisferi.

Il cervello è diviso in emisferi.  In due parti.   Emisfero destro ed emisfero  sinistro.    Ma non sono uguali.   

  • Nel  destro   ci sta il pensiero pratico.   Il pensiero che passa attraverso le immagini e le cose concrete.
  • Nel  sinistro   ci sta il pensiero verbale.   Cioè il pensiero che passa attraverso le parole.

In ogni mezza parte del cervello, ci stanno in modo principale quelle funzioni. Ma ci sta anche la riserva delle altre funzioni che stanno nella parte opposta. La parte in mezzo, le collega e le unisce.

 

Emisfero dominante.

 

 

 

Ma una delle parti è più forte dell’altra. Si chiama dominante. Cioè domina, comanda sull’altra. E più potente. Più forte. Più sicura. Veloce. La dominanza è ereditaria.  L’altra parte si chiama recessiva.   È meno forte.  È meno veloce.  E fa più fatica.

  • Se è dominante la parte destra, la persone è predisposta al pensiero pratico o intelligenza pratica.  Pensa in modo pratico. Il pensiero si esprime meglio con le immagini, con i suoni, con le cose che si toccano, che si smontano, che si dividono e si ricompongono.
  • Se è predominante la parte sinistra, il pensiero è verbale e passa meglio attraverso le parole. La persona è più portata a scrivere, a leggere, raccontare, esprimere con le parole. È portata ad essere letterato, scrittore, oratore, giornalista, avvocato, poeta.

 

Mancinismo corretto.

 

 

Ma le due parti non comandano la stessa parte del corpo.   La parte destra del cervello comanda la parte sinistra. E la parte sinistra comanda la parte destra. Vanno a X.

Per questo, se è dominante la parte destra del cervello, la persona è sinistra,   e usa la mano mancina.    Ma il mancino non è sempre è così definito e netto.  A volte si può essere mancino in forma lieve o molto lieve, o media.  Per cui non sempre si nota.  E può essere corretto e portato a scrivere a destra.   Oppure è il bambino stesso che si auto corregge e per imitazione tende a scrivere con la mano destra.

Il mancino corretto in forma lieve, in forma meno severa, o in forma severa,  è la causa della dislessia.  La causa dello spazio che si sposta e si capovolge.

 

Il verso dello spazio.

In natura le mani si muovono aprendosi. La destra si muove da sinistra a destra. La sinistra si muove da destra a sinistra.    Ecco i due versi naturali:

  • verso della destra:    dall’alto in basso,    da sinistra a destra,   cerchio antiorario,
  • verso della sinistra:   dal basso in alto,    da destra a sinistra,    cerchio orario.

Verso della mano destra                Verso della mano sinistra

 

 

 

 

 

 

 

Dislessia nella scrittura.

Ma la scrittura e la lettura hanno solo un verso.  da sinistra a destra.      Il contrario del verso  del mancino corretto.     Se un bambino è mancino corretto e scrive con la destra,   il verso dello spazio si scontra.   E si intreccia.    Nella mente parte preciso e giusto.    Ma quando la penna tocca il foglio,  il verso si sposta e si capovolge.  Scivola.  La penna si muove, come sul ghiaccio.    Così succede alla zampetta della lettera “a”,   che dal basso scivola in alto,  e diventa una “o”.

Ecco le note più frequenti:

La difficoltà è quando  al verso dell’alto verso il basso, si unisce quello da destra sinistra. Come per esempio nelle lettere maiuscole in corsivo. 

Note dislessiche.

  • Inversioni.  Una lettera al posto di un’altra. Esempio la “o” al posto della “a”.   O inversione di un fonema:   te = et.
  • Omissioni: una lettera che manca.   parola = prola
  • Intossicazioni sillabiche.    La sillaba è cambiata.  Stra  = star.

 

Dislessia di grado severo. 

La dislessia di grado severo esiste solo in assenza di disturbi visivi.  E in assenza di disturbi disprassici costruttivi o ideo-motori.    Dislessia di grado severo, determina una difficoltà rilevante di scrivere in corsivo.   Scrivere in stampato maiuscolo, risolve il problema.  Perché lo stampato è più definito, è il verso è più chiaro, e non si confonde.  Ha problemi a scrivere anche con le righe. Un bambino dislessico di grado severo un giorno mi ha detto:  “All’inizio vedo le righe che stanno ferme.  Poi quando comincio a scrivere le righe cominciano a muoversi e si spostano. E vanno una sopra l’altra,  e io non so più dove scrivere. E il foglio diventa grigio”.  I  ragazzi  nelle medie, scrivono con lo stampato minuscolo e solo così riescono a superare il problema e a non sentirsi condizionati o impediti a esprimere il proprio pensiero.

 

Dislessia e  matematica.

Il mancino corretto,  a causa del verso  opposto,  che va  da destra a sinistra,  scrive:

  • i numeri a specchio.
  • Inverte i numeri. 45 = 54.
  • Inverte i simboli delle operazioni.  La +  si sposta, si gira, e diventa  la  X.  La più diventa una per.
  • Difficoltà a mettere in colonna.
  • Difficoltà nelle operazioni. L’addizione e la sottrazione, con il riporto, implicano il verso da dall’alto verso il basso, per calcolare,   e il contrario, dal basso verso l’alto.
  • La moltiplicazione. Ancora più complessa. Perché una volta che il verso è stato acquisito dall’alto verso il basso, richiede il verso dal basso verso l’altro. E poi da destra verso sinistra.
  • La divisione è l’operazione più difficile. Perché richiede il verso da destra verso sinistra, e da destra verso il basso. Quindi si intrecciano tutti i versi. Quindi non è la capacità di capire l’operazione, ma è la difficoltà di capire il verso preciso.
  • Le espressioni algebriche, diventano ancora più complesse, perché implicano dei calcoli interni, e calcoli esterni.

 

Dislessia e lettura.

La dislessia nella lettura,   è dovuta al verso.  IL  mancino corretto ha  il verso da destra a sinistra.  E la scrittura è da sinistra a destra. 

Quando il mancino corretto legge,   vede le lettere a specchio.    E ogni volta le deve rimettere al posto giusto.    Le deve rigirare, per leggere bene   . Fa il doppio del lavoro e non sempre è sicuro che è fatto bene.     Per questo ci mette più tempo.   Legge più lentamente e con fatica.    E con un forte senso di incapacità e di frustrazione.

           Verso della mano destra                      Verso della mano sinistra e del mancino corretto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questo non riesce leggere veloce.   Se viene sgridato punito o deriso, la situazione peggiora. Se viene capito, aiutato e compreso, ce la fa ad impostare in modo automatico la lettura.

La comprensione del contenuto  è scarsa.   Perché tutta la concentrazione  viene usata per aggiustare le lettere che si sono capovolte,   e ne rimane poca per concentrarsi sul contenuto.

 Per questo il dislessico riesce ad apprendere meglio, quando sente un concetto a voce.   Quando una lezione passa attraverso la voce dell’insegnante.   O da una spiegazione orale, o da qualcuno che legge per lui.    Solo così riesce a concentrarsi solo sui contenuti.

 

 

 

 

 

Dr.ssa  Maria Grazia Vallorani 

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